Video

Gemini permette di condividere il proprio avatar per comparire nelle immagini e nei video degli amici, ma non in Europa

Google permette ora di condividere il proprio avatar Gemini, creato a partire da una registrazione del volto e della voce, con altri utenti, che possono poi integrarlo nelle loro immagini Nano Banana e nei loro video Gemini Omni. La condivisione deve essere accettata e può essere revocata in qualsiasi momento, ma la funzionalità non è disponibile nello Spazio Economico Europeo, in Svizzera né nel Regno Unito.

Illustrazione astratta generata per la sezione Video

Google ha aperto giovedì 29 ottobre, alle 20:15 ora di Parigi, la condivisione degli avatar nell’applicazione Gemini. Un avatar è una versione digitale di se stessi, creata registrando il proprio volto e la propria voce; finora, Google lo presentava come utilizzabile dal solo proprietario. Da questo momento, è possibile affidarlo ad amici, familiari o collaboratori, che possono farvi apparire nelle loro immagini e nei loro video generati.

Come funziona

L’avatar si usa nelle immagini create con Nano Banana e nei video generati con Gemini Omni, il modello video di Google. Basta menzionarlo nel prompt, con «@» seguito dal nome utente Google: la guida di Google cita l’esempio di un video di due amici che eseguono «un ballo ridicolo». Google promette una coerenza del personaggio e della voce da una creazione all’altra, senza dover ricaricare una foto ogni volta.

Per condividere, si inserisce l’indirizzo Gmail della persona nelle impostazioni dell’avatar. Il destinatario deve accettare la condivisione prima di poter utilizzare il volto e la voce dell’altro. Il proprietario mantiene il controllo: visualizza l’elenco delle persone autorizzate, può impostare una data di scadenza e revocare l’accesso in qualsiasi momento.

Alcuni limiti da considerare

Revocare l’accesso impedisce qualsiasi nuova creazione, ma non elimina le immagini e i video già realizzati con il vostro avatar. Allo stesso modo, cancellare le proprie registrazioni rimuove i dati relativi a volto e voce dai server di Google, senza far sparire i contenuti già pubblicati. In altre parole, a una condivisione concessa con leggerezza si può rimediare solo in parte.

La funzionalità è riservata ai maggiori di 18 anni in possesso di un account Google personale, e al momento funziona esclusivamente in inglese. Le immagini con avatar sono accessibili in Gemini, ma i video richiedono un abbonamento Google AI. Soprattutto, gli avatar non sono disponibili nello Spazio Economico Europeo, in Svizzera né nel Regno Unito: gli utenti italiani non possono dunque usufruirne per ora, e Google non ha comunicato alcuna tempistica.

La nostra lettura

Google trasforma l’avatar personale, finora strumento per creator, in una funzionalità social, integrando un meccanismo di consenso esplicito: accettazione, elenco delle persone autorizzate, scadenza, revoca. È la direzione giusta per uno strumento che manipola il volto e la voce di persone reali, offrendo un quadro più rigoroso rispetto al semplice caricamento di una foto in un generatore. Il limite più rilevante risiede nel fatto che la revoca ha effetto solo per il futuro: ciò che è stato creato rimane. Resta l’assenza della funzione in Europa: Google non fornisce spiegazioni in merito, ed è impossibile stabilire se sia dovuta alle normative europee sui dati biometrici di volto e voce o a una semplice distribuzione graduale.

Fonti

  1. Google Gemini (X) — annuncio degli avatar condivisibili Fonte primaria
  2. Guida Gemini — Create and use an avatar in Gemini Apps Fonte primaria
  3. Google — pagina Gemini Omni (generazione video e avatar) Fonte primaria

Una fonte primaria proviene direttamente dall'azienda, dal laboratorio o dall'ente interessato. Una fonte secondaria riporta l'informazione senza esserne l'autrice: la segnaliamo come tale. Un errore? Consulta la nostra politica di rettifica.