L'API di Grok applicherà di default un watermark ai testi generati dal 7 novembre, con disattivazione possibile per modello
Dopo Anthropic, xAI (SpaceXSI nella sua documentazione) contrassegnerà con un watermark invisibile i testi prodotti dai modelli Grok tramite la sua API, a partire dal 7 novembre 2026, in conformità con l'AI Act europeo. A differenza di Claude, gli amministratori del team possono disattivarlo modello per modello, a condizione di invocare un'eccezione legale.

Anthropic non è più sola. Secondo una pagina della documentazione per sviluppatori individuata il 31 ottobre, xAI, che ora firma la sua documentazione SpaceXSI, aggiungerà a partire dal 7 novembre 2026 un watermark invisibile a tutti i testi prodotti dai modelli Grok tramite la sua API: grok-4.7, grok-4.6, grok-4.5, grok-4.3 e le tre varianti grok-4.20 (reasoning, non-reasoning, multi-agent). Il contrassegno sarà attivo di default su tutti gli endpoint, in nome dell’AI Act europeo. Poche ore prima, avevamo riferito che Anthropic estende il proprio watermark a quattro vecchi modelli di Claude a partire dal 3 novembre.
Cosa fa il watermark di Grok
Il principio descritto dalla documentazione è quello dei watermark statistici: durante la generazione, il modello orienta leggermente la scelta dei token, senza aggiungere caratteri, tag o testo nascosto. SpaceXSI afferma che ciò non altera né la qualità né la velocità delle risposte. Il contrassegno copre tutto il testo restituito dalle API di generazione (Responses API e Chat Completions), compresi gli output strutturati e gli argomenti delle chiamate a strumenti, un aspetto che interessa direttamente gli sviluppatori di agenti.
Sul fronte dell’integrazione, non cambia nulla: non c’è alcun parametro da inviare. L’unica aggiunta è un’intestazione di risposta x-watermark: true che segnala che una richiesta è stata contrassegnata.
Il rilevamento è invece statistico: SpaceXSI valuta un testo e risponde «contrassegnato», «non contrassegnato» o «incerto», con un segnale più marcato sui testi lunghi. L’accesso all’API di rilevamento avviene su candidatura, tramite un modulo.
Disattivazione possibile, a determinate condizioni
È questa la differenza principale rispetto all’approccio descritto da Anthropic. In SpaceXSI, gli amministratori del team possono disattivare il watermark modello per modello nella console, per tutte le chiavi del team; la modifica si applica alle nuove richieste in circa cinque minuti. Ma non si tratta di un semplice interruttore: disattivare il contrassegno impone di confermare che all’uso in questione si applica un’eccezione prevista dalla legge e che il team si assume in via esclusiva gli obblighi di marcatura o informazione. Alcuni modelli possono essere bloccati e non disattivabili, e ogni modifica viene annotata nel registro di audit.
Cosa resta poco chiaro
La pagina fa riferimento esclusivamente all’API. Non specifica se i testi generati nell’applicazione Grok o su X saranno coinvolti; alcuni utenti affermano su X che gli abbonamenti consumer non lo sono, senza che abbiamo trovato alcuna conferma ufficiale. Al 1° novembre non abbiamo individuato annunci sul blog di xAI né sui suoi account ufficiali: la documentazione resta l’unica fonte primaria. Non chiarisce inoltre quali organizzazioni possano ottenere l’accesso al rilevamento, né in base a quali criteri.
La nostra lettura
Con Anthropic e xAI, il watermark sui testi sta diventando la norma per i fornitori di modelli che vogliono operare nel mercato europeo, e l’AI Act ne è chiaramente il motore trainante. I due approcci divergono tuttavia su un punto chiave: Anthropic propone una marcatura applicata ovunque, mentre xAI lascia alle aziende la facoltà di revocare il contrassegno assumendosi la propria responsabilità giuridica. È una soluzione più flessibile per gli sviluppatori, ma indebolisce l’utilità del watermark come strumento di tracciabilità: un testo privo di contrassegno non proverà mai di essere stato redatto da un essere umano. E finché il rilevamento resta riservato a organizzazioni selezionate, l’autore di un testo non può verificare autonomamente cosa altri potranno leggervi.
Fonti
- SpaceXSI (xAI) — Output Watermarking, documentazione dell'API Fonte primaria
- X — post di Tech Dev Notes (@techdevnotes), 31 ottobre 2026 Fonte secondaria — Prima segnalazione individuata della pagina di documentazione.
- X — post di Manuel Casalta Petitjean (@GloricsLab), 31 ottobre 2026 Fonte secondaria — Afferma che gli abbonamenti consumer non presentano il watermark; non confermato da xAI.
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